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	<title>Politica Archives - UltimaNotizie</title>
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	<title>Politica Archives - UltimaNotizie</title>
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	<item>
		<title>Discorso Reale di SM il Re Mohammed VI al Suo popolo fedele</title>
		<link>https://ultimanotizie.com/discorso-reale-di-sm-il-re-mohammed-vi-al-suo-popolo-fedele/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Nov 2025 19:51:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Sua Maestà il Re Mohammed VI, che Dio Lo assista, ha rivolto venerdì un Discorso al Suo fedele popolo. Ecco il testo integrale del Discorso Reale: &#8220;Lode a Dio, preghiera&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2025/11/690523762614e.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1393 lws-optimize-lazyload"  alt="" width="300" height="200" / data-src="https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2025/11/690523762614e-300x200.jpg" srcset="https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2025/11/690523762614e-300x200.jpg 300w, https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2025/11/690523762614e.jpg 687w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Sua Maestà il Re Mohammed VI, che Dio Lo assista, ha rivolto venerdì un Discorso al Suo fedele popolo.</p>
<p>Ecco il testo integrale del Discorso Reale:</p>
<p>&#8220;Lode a Dio, preghiera e saluti sul Profeta, la Sua famiglia e i Suoi compagni.</p>
<p>Dio dice nel Suo Sacro Libro: &#8220;Ti abbiamo concesso una vittoria folgorante&#8221;. Veritiera è la parola di Dio.</p>
<p>Caro Popolo,</p>
<p>Per grazia del Signore e con il Suo aiuto, dopo cinquant’anni di sacrifici, apriamo un nuovo capitolo vittorioso nel processo di consacrazione della Marocchinità del Sahara, destinato a chiudere definitivamente il fascicolo di questo conflitto artificiale, mediante una soluzione consensuale fondata sull’Iniziativa di Autonomia.</p>
<p>È un vero motivo di orgoglio che questo cambiamento storico intervenga nel periodo in cui si commemorano rispettivamente il cinquantesimo e il settantesimo anniversario della Marcia Verde e dell’Indipendenza del Marocco.</p>
<p>In questa occasione, Mi rallegro di condividere con te la soddisfazione che Mi ispira il contenuto dell’ultima Risoluzione del Consiglio di Sicurezza.</p>
<p>Stiamo vivendo una fase cruciale e una svolta decisiva nella Storia del Marocco moderno: D’ora in avanti, ci sarà un prima e un dopo il 31 ottobre 2025.</p>
<p>È giunto il tempo del Marocco unito che si estende da Tangeri a Lagouira: quello i cui diritti nessuno oserà violare, né le cui frontiere storiche verranno oltrepassate.</p>
<p>Caro Popolo,</p>
<p>In un precedente Discorso, ho affermato che per quanto concerne la questione della Nostra integrità territoriale, eravamo passati da una fase di gestione vera e propria a quella di una dinamica di cambiamento.</p>
<p>In effetti, la dinamica che abbiamo promosso negli ultimi anni ha cominciato a dare i suoi frutti su tutti i piani.</p>
<p>Di fatto, i due terzi degli Stati membri delle Nazioni Unite considerano ormai che l’Iniziativa di Autonomia sia l’unico quadro valido per giungere al regolamento di questo conflitto.</p>
<p>Inoltre, il riconoscimento della sovranità economica del Regno sulle sue Province del Sud si è ampiamente esteso dopo che grandi potenze economiche come gli Stati Uniti d’America, la Francia, la Gran Bretagna, la Russia, la Spagna e l’Unione Europea hanno deciso di incoraggiare gli investimenti in queste province e di promuovere gli scambi commerciali con esse.</p>
<p>Con un simile vantaggio, queste province possono ormai affermarsi all’interno del loro ambiente regionale, compresa la regione del Sahel e del Sahara, come un polo di sviluppo e di stabilità e un asse centrale dell’attività economica.</p>
<p>Sia lodato Dio, entriamo nella fase decisiva del processo onusiano, dal momento che la Risoluzione del Consiglio di Sicurezza definisce i principi e i fondamenti suscettibili di condurre a un regolamento politico definitivo di questo conflitto, nel rigoroso rispetto dei diritti legittimi del Marocco.</p>
<p>In linea con la Risoluzione onusiana, il Marocco procederà all’aggiornamento e alla formulazione dettagliata della Proposta di Autonomia in vista di una successiva presentazione alle Nazioni Unite. In quanto soluzione realistica e applicabile, essa dovrà costituire l’unica base di negoziazione.</p>
<p>Cogliamo questa occasione per esprimere i Nostri ringraziamenti e la Nostra considerazione a tutti i Paesi che, con le loro posizioni costruttive e i loro sforzi sostenuti a favore del buon diritto e della legittimità, hanno contribuito all’avvento di questo cambiamento.</p>
<p>Riservo una menzione speciale agli Stati Uniti d’America, sotto la leadership del Nostro Amico, Sua Eccellenza il Presidente Donald Trump, i cui sforzi hanno permesso di aprire la strada a un regolamento definitivo di questo conflitto.</p>
<p>Ringraziamo anche i Nostri amici in Gran Bretagna e in Spagna, e più specialmente, in Francia, i cui sforzi hanno concorso a far giungere a buon fine questo processo pacifico.</p>
<p>I Nostri vivi ringraziamenti vanno ugualmente a tutti i Paesi arabi e africani fratelli che non hanno mai smesso di esprimere il loro sostegno incondizionato alla Marocchinità del Sahara, come pure ai diversi Paesi del mondo che appoggiano l’Iniziativa di Autonomia.</p>
<p>Sebbene la questione della Nostra integrità territoriale conosca evoluzioni positive, il Marocco resta fedele alla necessità di giungere a una soluzione che salvi la faccia di tutte le parti, senza vincitori né vinti.</p>
<p>Il Marocco non sbandiera questi cambiamenti come un trofeo e non desidera affatto fomentare gli antagonismi o accentuare le divisioni.</p>
<p>In questo contesto, Chiamiamo sinceramente i Nostri fratelli nei campi di Tindouf a cogliere questa opportunità storica per ricongiungersi con i loro cari e godere della possibilità che offre loro l’Iniziativa di autonomia di contribuire alla gestione degli affari locali, allo sviluppo della loro patria e alla costruzione del loro avvenire, nel grembo del Marocco unito.</p>
<p>In Mia qualità di Re, garante dei diritti e delle libertà dei cittadini, Affermo solennemente che i Marocchini, essendo tutti uguali, non c’è differenza tra le persone rientrate dai campi di Tindouf e i loro fratelli insediati nel resto del territorio nazionale.</p>
<p>Inoltre, Invito Mio Fratello, Sua Eccellenza il Presidente Abdelmadjid Tebboune a un dialogo fraterno sincero tra il Marocco e l’Algeria affinché, superati i Nostri dissidi, gettiamo le basi di nuove relazioni fondate sulla fiducia, la fratellanza e il buon vicinato.</p>
<p>Ribadiamo inoltre il Nostro impegno a continuare a operare per la rilanciare l’Unione del Maghreb, sulla base del rispetto reciproco, della cooperazione e della complementarità tra i suoi cinque Stati membri.</p>
<p>Caro Popolo,</p>
<p>Lo sviluppo generale delle Nostre province del sud, come pure la sicurezza e la stabilità che vi regnano, sono stati possibili grazie ai sacrifici di tutti i Marocchini.</p>
<p>A questo proposito, teniamo a esprimere l’orgoglio e la considerazione che Ci ispirano tutti i Nostri fedeli sudditi, e più particolarmente gli abitanti delle Nostre Province del sud, che hanno sempre manifestato la loro fedeltà ai simboli sacri della Nazione, alla sua unità nazionale e alla sua integrità territoriale.</p>
<p>Salutiamo altresì gli sforzi instancabili della diplomazia ufficiale, di partito e parlamentare e quelli delle diverse istituzioni nazionali, per chiudere definitivamente il fascicolo della Nostra integrità territoriale.</p>
<p>L’anniversario della Gloriosa Marcia Verde è l’occasione per commemorare con deferenza i grandi sacrifici concessi, durante gli ultimi cinquant’anni, dalle Forze Armate Reali e dalle Forze di sicurezza in tutte le loro componenti, come pure dalle loro famiglie stabilite su tutto il territorio nazionale, al fine di difendere l’unità del Paese e di preservare la sua sicurezza e la sua stabilità.</p>
<p>Ci ricordiamo con raccoglimento e onoriamo la memoria dell’Artefice della Marcia Verde, Nostro Venerato Padre, Sua Maestà il Re Hassan II, che Dio l&#8217;abbia nella Sua santa misericordia, come pure quella di tutti i valorosi martiri della Nazione.</p>
<p>Wassalamou alaikoum wa rahmatoullah wa barakatouh”</p>
<p>C&#8217;è qualcos&#8217;altro che posso tradurre o qualche altra domanda che hai?</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Polisario rapisce ancora una volta una giovane ragazza nel campo di Tindouf mentre veniva a trovare la sua famiglia in Spagna. :</title>
		<link>https://ultimanotizie.com/il-polisario-rapisce-ancora-una-volta-una-giovane-ragazza-nel-campo-di-tindouf-mentre-veniva-a-trovare-la-sua-famiglia-in-spagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jan 2024 10:46:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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<p>I media hanno riferito che alcuni mesi fa, Filleh mint Chahid mint LAAROUSSIA ha contattato “Butincon”, un&#8217;azienda spagnola di consegna di cibo, e ha chiesto ad Hammada di accompagnarla nei campi di Tindouf, dove è stata trattenuta dalla sua famiglia ospitante” specificando che <em>“la Fp le ha bruciato i documenti e l&#8217;ha trattenuta contro la sua volontà”</em>. In questo contesto, si sottolinea che <em>&#8220;la famiglia spagnola di Filleh ha pagato il salvacondotto che permetteva ad un saharawi di recarsi in Algeria, per un valore di 2.500 euro&#8221;</em>, precisando che con quest&#8217;ultimo <em>&#8220;hanno approfittato del fatto che Filleh, appena maggiorenne, 18 anni in Spagna, era ad un matrimonio e l&#8217;ha portata con sé per portarla a Orano, dove attualmente sta aspettando l&#8217;arrivo di un avvocato spagnolo per chiedere l&#8217;emancipazione in Spagna”</em> . Ma ancora, si nota che nel frattempo, <em>“il Polisario, i suoi accoliti e la famiglia, la tribù della giovane minacciarono i due soci di Buticon, di uccidere le loro famiglie nei campi come ritorsione, per aver partecipato ad una moltitudine di rapimenti di donne nei campi”</em>. Infine, ha affermato che &#8220;questo è un nuovo esempio del regime di terrore e di autoritarismo che il Fronte Polisario, armato e genocida, ha imposto nei campi di Tindouf, che sono diventati un vero e proprio business unitario per i suoi dirigenti, mentre la popolazione è tenuta in ostaggio nella povertà più assoluta”*.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Polisario rivendica l&#8217;attacco a Ees-Smara</title>
		<link>https://ultimanotizie.com/il-polisario-rivendica-lattacco-a-ees-smara/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Oct 2023 09:08:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In un comunicato stampa diffuso questa domenica sera, e ripreso dall&#8217;agenzia di stampa Saharawi, il Fronte Polisario rivendica la responsabilità dell&#8217;attacco avvenuto il 29 ottobre, all&#8217;una di notte, nella città&#8230; ]]></description>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/10/WhatsApp-Image-2023-10-29-at-19.webp"><img width="1024" height="686"  alt="" class="wp-image-518 lws-optimize-lazyload"/ data-src="https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/10/WhatsApp-Image-2023-10-29-at-19-1024x686.webp" srcset="https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/10/WhatsApp-Image-2023-10-29-at-19-1024x686.webp 1024w, https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/10/WhatsApp-Image-2023-10-29-at-19-300x201.webp 300w, https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/10/WhatsApp-Image-2023-10-29-at-19-768x515.webp 768w, https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/10/WhatsApp-Image-2023-10-29-at-19.webp 1382w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>In un comunicato stampa diffuso questa domenica sera, e ripreso dall&#8217;agenzia di stampa Saharawi, il Fronte Polisario rivendica la responsabilità dell&#8217;attacco avvenuto il 29 ottobre, all&#8217;una di notte, nella città di Es-Smara. Si ricorda che vi è stata una persona morta, un giovane marocchino residente in Francia, ma anche tre feriti. La Procura ha annunciato l&#8217;apertura di un&#8217;indagine.</p>



<p>La comunicazione del Polisario riporta anche altre operazioni militari che, secondo loro, avrebbero interessato Mahbes e Farsia. Viene menzionata anche l’espressione “pesanti perdite nelle trincee nemiche”, senza menzionare le vittime civili. Non viene fatto alcun riferimento all&#8217;indagine marocchina in corso.</p>



<p>Inoltre, un articolo dell&#8217;ECSahraoui, pubblicato a seguito del comunicato stampa del Polisario, stempera le osservazioni e precisa che gli elementi sahrawi non hanno causato vittime civili e hanno compiuto attacchi nel “vasto settore di Es-Smara”.</p>



<p>Come riportato e spiegato in precedenza, l&#8217;attacco ha colpito quattro zone di impatto, in tre quartieri della città di Es-Smara. Secondo le prime foto pubblicate e autenticate da Le Desk, ci sono tracce di schegge sui muri residenziali. La città di Es-Smara si trova a una quarantina di chilometri dalle mura di difesa, il che la colloca nel raggio d&#8217;azione di un certo tipo di armi utilizzate dal Polisario e coerente con i danni causati.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Grazie all&#8217;aiuto del DST marocchino, un pericoloso terrorista tedesco-egiziano neutralizzato in Germania</title>
		<link>https://ultimanotizie.com/grazie-allaiuto-del-dst-marocchino-un-pericoloso-terrorista-tedesco-egiziano-neutralizzato-in-germania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Oct 2023 14:49:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie agli allarmi e alle informazioni precise fornite dai servizi della Direzione generale della sorveglianza territoriale nazionale (DGST), è stato identificato e neutralizzato un cittadino tedesco-egiziano che stava pianificando attacchi&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/10/ZMH4BPI5EBDDNFTPCPPFODC2S4.jpeg"><img width="1024" height="576"  alt="" class="wp-image-510 lws-optimize-lazyload"/ data-src="https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/10/ZMH4BPI5EBDDNFTPCPPFODC2S4.jpeg" srcset="https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/10/ZMH4BPI5EBDDNFTPCPPFODC2S4.jpeg 1024w, https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/10/ZMH4BPI5EBDDNFTPCPPFODC2S4-300x169.jpeg 300w, https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/10/ZMH4BPI5EBDDNFTPCPPFODC2S4-768x432.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>Un veicolo appartenente alla Forza Speciale BCIJ, sotto la Direzione Generale della Sorveglianza Territoriale Nazionale (DGST). DR</figcaption></figure>



<p>Grazie agli allarmi e alle informazioni precise fornite dai servizi della Direzione generale della sorveglianza territoriale nazionale (DGST), è stato identificato e neutralizzato un cittadino tedesco-egiziano che stava pianificando attacchi terroristici in Germania, tra cui un attacco con un camion.</p>



<p>n Marocco e a livello internazionale, i servizi della Direzione Generale della Sorveglianza Territoriale Nazionale (DGST) continuano a brillare. È così che, martedì 24 ottobre, e grazie al prezioso e determinante aiuto dei servizi di sicurezza marocchini, la polizia di Essen, nella Germania occidentale, è riuscita a mettere fuori combattimento un pericoloso terrorista.</p>



<p>Si tratta di un cittadino tedesco-egiziano, di nome Tarik S.S., di 29 anni e residente a Duisburg. Ex combattente nelle file dell&#8217;organizzazione terroristica Daesh in Siria e Iraq, l&#8217;individuo era dietro diversi progetti terroristici che intendeva realizzare sul suolo tedesco. Tra questi figura un attacco pianificato con l&#8217;uso di un camion ariete, ci dice una fonte informata.</p>



<p>I servizi di sicurezza e intelligence marocchini, guidati da Abdellatif Hammouchi, tra settembre e ottobre 2023 hanno allertato i loro omologhi tedeschi dell&#8217;identità e del profilo del terrorista tedesco-egiziano, trasmettendo loro dati personali, fotografie e recapiti dell&#8217;imputato.</p>



<p>Un contributo importante quindi, che si aggiunge ai numerosi contributi della DGST che hanno consentito di far fallire progetti terroristici fuori dai confini nazionali e di neutralizzare un buon numero di sostenitori dell&#8217;estremismo religioso e del movimento terroristico. Abbastanza per fare dei servizi marocchini, ancora una volta, un attore essenziale nella lotta internazionale al terrorismo.</p>



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			</item>
		<item>
		<title>Gaza: il Marocco esprime profonda preoccupazione per lo scoppio delle azioni militari e condanna gli attacchi contro i civili ovunque si trovino (MAE)</title>
		<link>https://ultimanotizie.com/gaza-il-marocco-esprime-profonda-preoccupazione-per-lo-scoppio-delle-azioni-militari-e-condanna-gli-attacchi-contro-i-civili-ovunque-si-trovino-mae/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Oct 2023 17:11:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rabat – Il Regno del Marocco esprime profonda preoccupazione per il deterioramento della situazione e lo scoppio di azioni militari nella Striscia di Gaza e condanna gli attacchi contro i&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/10/Gaza-le-Maroc-exprime-sa-profonde-preoccupation-suite-au-declenchement-des-actions-militaires.jpg"><img width="1024" height="538"  alt="" class="wp-image-501 lws-optimize-lazyload"/ data-src="https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/10/Gaza-le-Maroc-exprime-sa-profonde-preoccupation-suite-au-declenchement-des-actions-militaires-1024x538.jpg" srcset="https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/10/Gaza-le-Maroc-exprime-sa-profonde-preoccupation-suite-au-declenchement-des-actions-militaires-1024x538.jpg 1024w, https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/10/Gaza-le-Maroc-exprime-sa-profonde-preoccupation-suite-au-declenchement-des-actions-militaires-300x158.jpg 300w, https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/10/Gaza-le-Maroc-exprime-sa-profonde-preoccupation-suite-au-declenchement-des-actions-militaires-768x403.jpg 768w, https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/10/Gaza-le-Maroc-exprime-sa-profonde-preoccupation-suite-au-declenchement-des-actions-militaires.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>Sabato 7 ottobre 2023 alle 14:10</figcaption></figure>



<p>Rabat – Il Regno del Marocco esprime profonda preoccupazione per il deterioramento della situazione e lo scoppio di azioni militari nella Striscia di Gaza e condanna gli attacchi contro i civili ovunque si trovino, si legge sabato in un comunicato stampa del Ministero degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana. e marocchini che vivono all&#8217;estero.</p>



<p>Il Regno, che ha costantemente messo in guardia contro le ripercussioni del blocco politico sulla pace nella regione e contro i rischi di un conseguente aggravamento delle tensioni, chiede la cessazione immediata di tutti gli atti di violenza e il ritorno alla pacificazione, evitando ogni forma di di escalation che potrebbe minare le possibilità di pace nella regione, aggiunge la stessa fonte.</p>



<p>Il Regno del Marocco, il cui Sovrano, Sua Maestà il Re Mohammed VI, che Dio lo assista, presiede il Comitato Al Quds, sottolinea che il dialogo e i negoziati restano l&#8217;unica via per raggiungere una soluzione globale e duratura alla questione palestinese, sulla base di risoluzioni della legalità internazionale e del principio della soluzione dei due Stati, come concordato a livello internazionale, conclude il comunicato stampa.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Marocco-Francia / La visita del presidente Macron in Marocco, né all&#8217;ordine del giorno né prevista (fonte ufficiale del governo)</title>
		<link>https://ultimanotizie.com/marocco-francia-la-visita-del-presidente-macron-in-marocco-ne-allordine-del-giorno-ne-prevista-fonte-ufficiale-del-governo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Sep 2023 15:48:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[La visita del presidente francese Emmanuel Macron in Marocco “non è all’ordine del giorno e non è prevista”, ha indicato una fonte ufficiale del governo marocchino. In un&#8217;intervista a un&#8230; ]]></description>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/09/roi-mohammed6-macron-1031854593-large.jpg"><img width="700" height="400"  alt="" class="wp-image-481 lws-optimize-lazyload"/ data-src="https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/09/roi-mohammed6-macron-1031854593-large.jpg" srcset="https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/09/roi-mohammed6-macron-1031854593-large.jpg 700w, https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/09/roi-mohammed6-macron-1031854593-large-300x171.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><figcaption>Rabat, 16/09/2023 (MAP)</figcaption></figure>



<p> La visita del presidente francese Emmanuel Macron in Marocco “non è all’ordine del giorno e non è prevista”, ha indicato una fonte ufficiale del governo marocchino. In un&#8217;intervista a un canale di notizie, il capo della diplomazia francese, Catherine Colonna, ha annunciato la programmazione di una visita del presidente Macron in Marocco, su invito di Sua Maestà il re Mohammed VI. La stessa fonte ufficiale del governo si meraviglia che “Madame Colonna abbia preso questa iniziativa unilaterale e si sia data la libertà di fare un annuncio non concertato su un&#8217;importante scadenza bilaterale”.</p>
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		<item>
		<title>Sahara marocchino: la Germania ribadisce il suo sostegno al piano di autonomia come sforzo serio e credibile del Marocco e &#8220;ottima base&#8221; per la soluzione della disputa sul Sahara</title>
		<link>https://ultimanotizie.com/sahara-marocchino-la-germania-ribadisce-il-suo-sostegno-al-piano-di-autonomia-come-sforzo-serio-e-credibile-del-marocco-e-ottima-base-per-la-soluzione-della-disputa-sul-sahara/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jul 2023 17:58:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Germania ha ribadito giovedì il suo sostegno al piano di autonomia del Marocco per il Sahara,presentato nel 2007, come uno sforzo &#8220;serio e credibile&#8221; del Regno e un &#8220;molto&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/07/telecharger.jpg"><img width="299" height="168"  alt="" class="wp-image-432 lws-optimize-lazyload"/ data-src="https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/07/telecharger.jpg"></a><figcaption>06/07/2023</figcaption></figure>



<p>La Germania ha ribadito giovedì il suo sostegno al piano di autonomia del Marocco per il Sahara,<br>presentato nel 2007, come uno sforzo &#8220;serio e credibile&#8221; del Regno e un &#8220;molto buono base&#8221; per una soluzione accettata dalle parti.<br>Al termine del suo incontro, a Berlino, con il Ministro degli Affari Esteri, Cooperazione africana e marocchini residenti all&#8217;estero, Nasser Bourita, in visita lavoro in Germania, il capo della diplomazia tedesca, Annalena Baerbock, ha ribadito &#8220;il sostegno di lunga data della Germania al processo guidato dalle Nazioni Unite Uniti per una soluzione politica realistica, pragmatica, duratura e reciproca<br>accettabile per le parti”.<br>I due Ministri hanno ribadito, in questa occasione, la loro comune posizione favorevole l&#8217;esclusività&#8221; dell&#8217;Onu nel processo politico, pur riaffermando il proprio sostegno al pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che hanno rilevato il ruolo e responsabilità delle parti nella ricerca di una soluzione politica realistica, pragmatico, sostenibile e basato sul compromesso.<br>I due Paesi hanno anche ribadito il loro sostegno all&#8217;Inviato Personale del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Staffan de Mistura, e i suoi sforzi per far avanzare il processo politico sulla base delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite Nazioni Unite.</p>
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		<title>Sahara marocchino: l&#8217;Italia accoglie &#8221;sforzi seri e credibili&#8221; guidati dal Marocco</title>
		<link>https://ultimanotizie.com/sahara-marocchino-litalia-accoglie-sforzi-seri-e-credibili-guidati-dal-marocco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jul 2023 13:58:57 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[05 juillet 2023 Roma &#8211; L&#8217;Italia ha salutato &#8220;gli sforzi seri e credibili&#8221; compiuti dal Marocco per raggiungere una soluzione alla questione del Sahara, nel Piano d&#8217;azione per l&#8217;attuazione del&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>05 juillet 2023</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/07/Sahara-marocain-l-Italie-salue-les-efforts-serieux-et-credibles-menes-par-le-Maroc.jpg"><img width="1024" height="538"  alt="" class="wp-image-425 lws-optimize-lazyload"/ data-src="https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/07/Sahara-marocain-l-Italie-salue-les-efforts-serieux-et-credibles-menes-par-le-Maroc-1024x538.jpg" srcset="https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/07/Sahara-marocain-l-Italie-salue-les-efforts-serieux-et-credibles-menes-par-le-Maroc-1024x538.jpg 1024w, https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/07/Sahara-marocain-l-Italie-salue-les-efforts-serieux-et-credibles-menes-par-le-Maroc-300x158.jpg 300w, https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/07/Sahara-marocain-l-Italie-salue-les-efforts-serieux-et-credibles-menes-par-le-Maroc-768x403.jpg 768w, https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/07/Sahara-marocain-l-Italie-salue-les-efforts-serieux-et-credibles-menes-par-le-Maroc.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Roma &#8211; L&#8217;Italia ha salutato &#8220;gli sforzi seri e credibili&#8221; compiuti dal Marocco per raggiungere una soluzione alla questione del Sahara, nel Piano d&#8217;azione per l&#8217;attuazione del Partenariato strategico multidimensionale tra il Regno del Marocco e la Repubblica italiana, firmato mercoledì a Roma.</p>



<p>&#8220;L&#8217;Italia si rallegra per gli sforzi seri e credibili compiuti dal Marocco&#8221;, come si evince dalla risoluzione 2654 del Consiglio di Sicurezza del 27 ottobre 2022, si legge in questo Piano d&#8217;Azione, firmato dal Ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei marocchini residenti all&#8217;estero, sig. Nasser Bourita e il suo omologo italiano, Antonio Tajani.<br>Con riferimento all&#8217;iniziativa per l&#8217;autonomia marocchina, l&#8217;Italia ribadisce anche &#8221;il suo sostegno agli sforzi del Segretario generale delle Nazioni Unite per proseguire il processo politico volto a realizzare una soluzione politica, giusta, realistica, pragmatica, duratura e reciprocamente accettabile per la questione del Sahara, che sia sulla base del compromesso ai sensi della delibera 2654&#8221;, rileva il documento.<br>L&#8217;Italia, in questo stesso Piano d&#8217;azione, &#8221;incoraggia tutte le parti a proseguire il proprio impegno in uno spirito di realismo e di compromesso, nell&#8217;ambito di intese coerenti con le finalità ei principi enunciati nella Carta delle Nazioni Unite&#8221;.<br>Il piano d&#8217;azione, concluso in continuità con la Dichiarazione Congiunta firmata, a Rabat, il 1° novembre 2019, costituisce una concreta attuazione del Partenariato Strategico multidimensionale tra Marocco e Italia; un partenariato orientato al dialogo permanente e alla cooperazione pratica e reciprocamente vantaggiosa tra i due paesi.<br>Il Ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini all&#8217;Estero, Nasser Bourita, è in visita di lavoro in Italia questo mercoledì 5 luglio, su invito del suo omologo italiano, Antonio Tajani. Questa è la prima visita di Bourita in Italia dopo la nomina, nell&#8217;ottobre 2022, di Tajani a Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale della Repubblica Italiana.</p>



<p><strong>Il senatore italiano sottolinea l&#8217;impegno di Sua Maestà il Re nella promozione dei valori democratici e della libertà</strong></p>



<p>Roma &#8211; Il Presidente della Commissione &#8220;Politiche dell&#8217;Unione Europea&#8221; del Senato italiano ed ex Ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi di Sant&#8217;Agata, ha sottolineato mercoledì a Roma la visione di Sua Maestà il Re Mohammed VI in tema di lotta alla radicalizzazione e l&#8217;impegno del Sovrano per il consolidamento dei valori democratici e della libertà.</p>



<p>In una dichiarazione alla stampa al termine di un incontro con il ministro degli Esteri, della Cooperazione africana e dei marocchini all&#8217;estero, Nasser Bourita, il senatore italiano ha sottolineato che questi temi richiedono piena attenzione sia a livello bilaterale che multilaterale.<br>L&#8217;ex capo della diplomazia italiana ha detto di aver discusso con Bourita delle relazioni bilaterali tra Marocco e Italia, che si stanno sviluppando in modo &#8220;molto positivo&#8221;, in termini di scambi politici, cooperazione su questioni di sicurezza, economia, sfide climatiche , così come la partecipazione ad organizzazioni multilaterali in cui i due paesi cooperano in modo “molto attivo” e anche in termini di relazioni tra Marocco e UE.<br>Ha anche accolto con favore il partenariato &#8220;strategico, molto avanzato e speciale&#8221; tra il suo Paese e il Marocco, rilevando che i due Paesi condividono la preoccupazione per &#8220;la proliferazione di piccoli gruppi ed entità che sono prevalenti in Africa&#8221; ​​e minacciano la stabilità e la sicurezza sul continente.<br>Di Sant&#8217;Agata ha anche riferito di &#8220;significative convergenze&#8221; tra il governo italiano e la &#8220;visione umana, egualitaria e sostenibile&#8221; dello sviluppo propugnata dal Marocco.<br>Il Ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini all&#8217;Estero è in visita di lavoro in Italia questo mercoledì 5 luglio, su invito del suo omologo italiano, Antonio Tajani.<br>Questa è la prima visita di Bourita in Italia dopo la nomina, nell&#8217;ottobre 2022, di Tajani a Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale della Repubblica Italiana.</p>



<p><strong>Firma del piano d&#8217;azione per l&#8217;attuazione del Partenariato Strategico Multidimensionale Marocco-Italia</strong></p>



<p>Roma &#8211; Il Regno del Marocco e la Repubblica italiana hanno firmato mercoledì a Roma il piano d&#8217;azione per l&#8217;attuazione del Partenariato strategico multidimensionale.</p>



<p>Attraverso questo Piano d&#8217;Azione, Marocco e Italia ribadiscono la volontà, espressa nella Dichiarazione Congiunta firmata il 1° novembre 2019 a Rabat, di collocare le relazioni bilaterali nel quadro di un partenariato strategico multidimensionale, orientato al dialogo permanente e alla cooperazione pratica e reciprocamente vantaggiosa .<br>Questo piano d&#8217;azione riguarda principalmente, ma non esclusivamente, i settori del dialogo politico e diplomatico, della cooperazione in materia di sicurezza e giustizia, nonché della cooperazione economica, energetica e allo sviluppo sostenibile.<br>Copre anche la cooperazione culturale, accademica, di ricerca e sviluppo e il dialogo interculturale e interreligioso, nonché la cooperazione nel campo della migrazione e delle questioni consolari.<br>Il Piano d&#8217;Azione per l&#8217;attuazione del Partenariato Strategico Multidimensionale tra Marocco e Italia prevede l&#8217;istituzione di un Consiglio di Partenariato e di comitati ad esso annessi.<br>Il Consiglio di Partenariato è istituito a livello di Ministri degli Affari Esteri, e si riunirà annualmente e alternativamente a Rabat e Roma, al fine di monitorare e definire le aree prioritarie di cooperazione e formulare raccomandazioni, per valutare i progressi compiuti nell&#8217;ultimo anno , nonché promuovere e rafforzare la cooperazione per l&#8217;anno successivo. Può aprirsi alla partecipazione di altri ministri se necessario.<br>I Comitati sono, da parte loro, costituiti a livello di alti funzionari, che si riuniranno per garantire il seguito e l&#8217;attuazione delle raccomandazioni del Consiglio di partenariato.<br>Si tratta della commissione competente per il dialogo politico e diplomatico, della commissione competente per la cooperazione in materia di pace e sicurezza internazionale, della commissione competente per la cooperazione in materia di giustizia, della commissione competente per lo sviluppo economico, energetico e sostenibile , commissione competente per la cooperazione culturale e accademica, in materia di ricerca e sviluppo e dialogo interculturale e interreligioso, commissione competente per le questioni legate alla migrazione e alle questioni consolari.<br>Il Ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini all&#8217;Estero, Nasser Bourita, è in visita di lavoro in Italia questo mercoledì 5 luglio, su invito del suo omologo italiano, Antonio Tajani. Questa è la prima visita di Bourita in Italia dopo la nomina, nell&#8217;ottobre 2022, di Tajani a Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale della Repubblica Italiana.</p>




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			</item>
		<item>
		<title>La scommessa algerina di Emmanuel Macron: illusioni, rischi ed errori</title>
		<link>https://ultimanotizie.com/la-scommessa-algerina-di-emmanuel-macron-illusioni-rischi-ed-errori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jul 2023 23:44:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[introduzioneAll&#8217;inizio dell&#8217;estate 2023 doveva svolgersi una visita in Francia del presidente algerino Abdelmajdid Tebboune. Già rinviato due volte, reso rischioso dopo un frenetico viaggio in Portogallo (22-23 maggio) (1) e&#8230; ]]></description>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/07/ITM-Note62-202306-Picture1-331x235-3.jpg"><img width="331" height="235"  alt="" class="wp-image-417 lws-optimize-lazyload"/ data-src="https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/07/ITM-Note62-202306-Picture1-331x235-3.jpg" srcset="https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/07/ITM-Note62-202306-Picture1-331x235-3.jpg 331w, https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/07/ITM-Note62-202306-Picture1-331x235-3-300x213.jpg 300w" sizes="(max-width: 331px) 100vw, 331px" /></a></figure>



<p><strong>introduzione</strong><br>All&#8217;inizio dell&#8217;estate 2023 doveva svolgersi una visita in Francia del presidente algerino Abdelmajdid Tebboune. Già rinviato due volte, reso rischioso dopo un frenetico viaggio in Portogallo (22-23 maggio) (1) e delicato dalla sua visita a Mosca (14-16 giugno), questo viaggio avrà finalmente luogo? Difficile da immaginare nel contesto attuale. L&#8217;ultima visita ufficiale in Francia di un capo di Stato algerino risale al 2000, con la visita (all&#8217;epoca particolarmente importante) di Abdelaziz Bouteflika. Nel 2010 si era parlato di un nuovo viaggio a Parigi del presidente algerino, ma i rapporti tra i due Paesi, già tesi, alla fine ne hanno impedito la realizzazione.<br>È necessaria, è utile una visita così ufficiale, quando Emmanuel Macron ha effettuato un soggiorno di tre giorni nel Paese meno di un anno fa e anche il primo ministro Elisabeth Borne si è recato ad Algeri a metà ottobre 2022, accompagnato da quindici membri del suo governo ? Perché ricevere il presidente Tebboune, quando solo poche settimane fa la stampa e i funzionari algerini attaccarono violentemente la Francia e il suo presidente, non esitando a definire &#8220;barbouzerie&#8221; la protezione consolare concessa ad Amira Bouraoui, attivista francese-organizzazione algerina per i diritti umani, e dei &#8220;barbouzes&#8221; i capi ufficiali francesi? Perché accogliere finalmente a Parigi il capo di Stato algerino che si congratula durante il suo recente soggiorno a Mosca per i suoi rapporti amichevoli con Vladimir Putin e che il giorno prima ripristina il famoso terzo verso antifrancese dell&#8217;inno nazionale?<br>C&#8217;è sia un enigma da risolvere che un problema da risolvere. Quale vantaggio intende trarre la Francia da questo progetto? Quali vantaggi avrà? Qual è l&#8217;intenzione dietro questa visita ufficiale? Come analizzare l&#8217;insistenza che ora il Presidente della Repubblica pone nel curare e valorizzare il rapporto della Francia con l&#8217;Algeria quando, come vedremo, la sua politica algerina è a dir poco tortuosa dal suo arrivo all&#8217;Eliseo nel 2017?<br>Ipotizziamo che Emmanuel Macron stia lanciando una scommessa, di cui cercheremo di analizzare i dettagli. Si parla di scommesse perché la puntata è massima, le possibilità di vincita minime e l&#8217;altro scommettitore poco pronto a regalarci la vittoria. Che si tratti della questione migratoria, così significativa per il nostro Paese, del deterioramento dei rapporti della Francia con il Marocco o della legittimazione del &#8220;durevolissimo sistema politico-militare&#8221; che governa l&#8217;Algeria (secondo le stesse parole di Emmanuel Macron), questa scommessa si basa su illusioni, errori analitici e significativi rischi politici e geopolitici. Poiché i rapporti tra Francia e Algeria sono stati così a lungo delicati e appassionati, la scommessa algerina del presidente Macron dovrebbe includere più lucidità, chiaroveggenza e prudenza, come i suoi stessi interlocutori sanno dimostrare queste qualità… a cui aggiungono, quando necessario, un dose di cinismo.</p>



<p><br><strong>Emmanuel Macron e l&#8217;Algeria:<br>quale linea guida, quale progetto?</strong><br>Si potrebbe, a prima vista, pensare che una tale visita &#8211; e ancor di più se si trattasse di una visita di Stato, con tutti i &#8220;riti&#8221; che essa comporta: ricevimento ufficiale a Orly, Guardia Repubblicana, salita degli Champs-Elysées, cerimonia all&#8217;Arco di Trionfo, discorso davanti al Parlamento, ecc. – costituisce la consacrazione, il culmine di un percorso diplomatico destinato a portare frutti negli anni a venire. Il viaggio del cancelliere Konrad Adenauer a Parigi, la visita di Stato del generale de Gaulle a Bonn e in Germania nell&#8217;estate del 1962, ad esempio, segnarono la riconciliazione franco-tedesca, così come i numerosi viaggi e le visite di Stato della regina Elisabetta a Parigi avrebbero dovuto testimoniare la solennità e la sincerità dell&#8217;amicizia franco-britannica. E l&#8217;Algeria? Possiamo sperare in un processo simile nel rapporto franco-algerino?<br>Significato e portata delle visite presidenziali negli ultimi vent&#8217;anni<br>Se guardiamo al passato, se analizziamo le tappe del rapporto bilaterale franco-algerino, non vediamo nulla del genere. Il viaggio del presidente Chirac ad Algeri nel 2003 fu in risposta alla visita di Stato di Bouteflika nel 2000 e fu il preludio a quella che il presidente francese ritenne una vera e sincera riconciliazione con l&#8217;Algeria, simboleggiata da un trattato di amicizia allora allo studio e che avrebbe potuto stato in un certo senso lo specchio del trattato di amicizia firmato nel gennaio 1963 con la Germania. Questi due viaggi corrispondevano anche alla vera amicizia che Chirac e Bouteflika avevano l&#8217;uno per l&#8217;altro, due uomini che avevano combattuto ciascuno per conto proprio la guerra in Algeria e che avevano compreso la natura tragica e fragile ma quantomeno necessaria di una relazione. pacifica tra le due capitali.<br>Qualche anno dopo, la visita ad Algeri ea Costantino nel dicembre 2007 corrisponde, da parte del presidente Sarkozy, alla volontà di “distinguersi” dalla sua immagine di ministro dell&#8217;Interno, responsabile soprattutto dell&#8217;ordine e dell&#8217;immigrazione. François Mitterrand, come François Hollande due decenni dopo, vollero, ognuno a suo modo, &#8220;ricostruire&#8221; i rapporti bilaterali e aprire quello che sarebbe stato, nelle loro menti, un nuovo capitolo nella tumultuosa storia dei rapporti tra Parigi e Algeri.<br>2017-2022: un rapporto tortuoso<br>Ci sono gli stessi ingredienti nel rapporto tra i presidenti Macron e Tebboune? Mettiamo da parte il rapporto personale, sincero e probabilmente amichevole che sembra esistere tra i due uomini di estrazione politica eppure così diversi e ovviamente di generazioni diverse.Quello che si vede è la sinuosità del rapporto tra le due capitali dal 2017, al punto che è difficile seguirne la linea guida. Nel 2017, il candidato Macron fece un viaggio ad Algeri, un viaggio che faceva parte dell&#8217;allora consueto percorso dei candidati francesi alle elezioni presidenziali – Nicolas Sarkozy, François Hollande, Alain Juppé, Ségolène Royal l&#8217;avevano fatto prima di lui. Ma a differenza di quest&#8217;ultimo, in piena campagna elettorale, forse per essere &#8220;messo in dubbio&#8221; da Algeri e per prosciugare i voti dei franco-algerini di Francia, Emmanuel Macron pronuncia poi questa frase rimasta celebre, che qualificava la colonizzazione come &#8221; crimine contro l&#8217;umanità». Frase che gli è valsa simpatia alla sua sinistra e forti critiche alla sua destra. Pochi mesi dopo, una volta eletto, è seguito un viaggio definito “visita di lavoro e amicizia” che ha permesso di gettare le basi per una futura politica algerina e di fare da contraltare alla visita a Rabat del giugno 2017.<br>Seguono poi i &#8220;gesti commemorativi&#8221; destinati tanto a riconciliare la Francia con una pagina oscura della sua storia quanto a mostrare ad Algeri la sincerità dell'&#8221;impegno algerino&#8221; del Capo dello Stato: riabilitazione di Maurice Audin e Ali Boumendjel, riconoscimento della responsabilità dell&#8217;esercito nella morte di quest&#8217;ultimo, restituzione delle ossa dei combattenti algerini poi, infine, commissione a Benjamin Stora di una relazione sulle &#8220;questioni commemorative&#8221;, presentata all&#8217;inizio del 2021. Gesti apprezzati ad Algeri, ma senza dubbio ritenuti insufficienti. Algeri che non risponde a queste iniziative, se non con critiche ufficiose (ma in Algeria nulla è mai ufficioso), poi arriva una doppia sequenza a dir poco poco comprensibile: da un lato, la decisione del ministro dell&#8217;Interno Gérald Darmanin nell&#8217;ottobre 2021, per ridurre del 50% il rilascio del numero di visti per l&#8217;Algeria (e, per buona misura, per Marocco e Tunisia); dall&#8217;altra l&#8217;intervista a Le Monde in cui il presidente Macron usa nei confronti di Algeri termini mai usati prima: punta infatti il ​​dito contro una &#8220;storia ufficiale&#8221; molto significativa in Algeria, &#8220;totalmente riscritta che non si basa su verità&#8221; , un discorso «basato sull&#8217;odio per la Francia», la «nazione algerina post-1962 [che] fu costruita su una rendita commemorativa», il presidente Tebboune, «preso da un durissimo sistema politico-militare». Queste formule, che appaiono come il negativo di quelle sulla colonizzazione del febbraio 2017, vengono ritenute inammissibili al di là del Mediterraneo e aprono la prima crisi diplomatica di questo quinquennio – con, per la prima volta, il richiamo alla Ambasciatore algerino in Francia. Si potrebbe allora pensare che Parigi, esasperata dall&#8217;immobilismo algerino sui valichi consolari, abbia deciso di attenersi a questa linea dura basata sull&#8217;instaurazione di un “rapporto di forze” con l&#8217;Algeria.<br>Ma, voltafaccia, cambio di passo, qualche mese dopo con una trasferta di tre giorni ad Algeri e Orano (25-27 agosto 2022), mentre da parte algerina non è stato compiuto alcun gesto, se non come spesso di vaghe promesse sul franco -&#8220;Partnership d&#8217;eccezione&#8221; algerino. Nel dicembre 2022 Parigi decise, curiosamente, di ripristinare il “normale” rilascio dei visti, e,</p>



<p>come ricompensa, viene insultato da Algeri per aver protetto l&#8217;attivista franco-algerina per i diritti umani Amira Bouraoui. Accusata di &#8220;barbouzerie&#8221;, di ingerenza negli affari algerini da parte di una stampa su ordine, integrata da social network anch&#8217;essa su ordine, Parigi sceglie di non dire nulla, di non protestare e infine di comportarsi come se tutto ciò fosse abbastanza banale nel franco-algerino relazione.<br>È in questo contesto che è emersa l&#8217;idea di una visita di Stato del presidente Tebboune in Francia. Ma a cosa serve una visita, vista la freschezza dei rapporti tra i due Paesi? Per raggiungere quale obiettivo? Difficile rispondere a queste domande perché la politica francese nei confronti di Algeri manca dal 2017 di una linea guida. Tra fermezza ipotizzata per un breve periodo e amicizia proclamata, questa politica tortuosa, tutta in oscillazioni incerte, non è affatto una politica . In realtà è una scommessa.</p>







<p><strong>Le illusioni<br>della scommessa algerina</strong><br>È chiaro che una volta presa la decisione di organizzare il viaggio del presidente algerino a Parigi, il calendario avrà subito le variazioni di temperatura inerenti al rapporto bilaterale: prima fissato a maggio, poi rinviato a data da destinarsi, poi annunciato per Giugno (senza che sia mai stato pubblicato un calendario ufficiale), ora non è chiaro se si svolgerà. Una vaga spiegazione, data ad Algeri, indicava che le manifestazioni contro la riforma delle pensioni in Francia rischiavano di compromettere il regolare svolgimento di questa visita. Le manifestazioni, tuttavia, raramente hanno infastidito le autorità algerine… ad eccezione di quelle organizzate in Francia da oppositori algerini, soprattutto Kabyles. Questa febbrilità del calendario in realtà maschera le incertezze della scommessa algerina del presidente francese. Osservatori esperti del rapporto tra i due paesi cercano di capire cosa sta cercando di ottenere quest&#8217;ultimo e avanzano diverse possibili spiegazioni. Elencano e analizzano i grandi temi sui quali la Francia trarrebbe vantaggio da un accordo, se possibile ambizioso e solenne, con l&#8217;Algeria. Esaminiamo questi file.<br><strong>Gas algerino</strong><br>Molti giornalisti e osservatori spiegano la nostra &#8220;amicizia algerina&#8221; per ragioni legate alla questione energetica. La necessità per la Francia di diversificare le proprie forniture di gas, accentuata dalla guerra in Ucraina da più di un anno, sarebbe un fattore esplicativo credibile. Tuttavia, se gas e petrolio sono sempre stati elementi importanti nel rapporto tra i due Paesi, va ricordato che, a differenza dell&#8217;Italia, il gas algerino rimane abbastanza marginale nelle forniture francesi (8%) e soprattutto che il Paese non dispone attualmente di qualsiasi ulteriore capacità di esportazione. Il paese proclama certamente la sua ambizione di raddoppiare la sua produzione, ma ha solo una capacità molto limitata di aumentare le sue esportazioni. Alla fine, ovviamente, il gas algerino potrebbe rimanere importante per la Francia. Ma, così com&#8217;è, non può costituire una spiegazione soddisfacente della scommessa algerina di Emmanuel Macron.<br>Rafforzare il commercio<br>Con un interscambio di 11 miliardi di euro e un deficit della bilancia commerciale di 2,1 miliardi nel 2022, la posizione commerciale della Francia in Algeria si sta deteriorando per due ragioni: in primo luogo, per la scarsa aggressività delle nostre imprese che credono erroneamente che il mercato sia decisamente loro, mentre la concorrenza cinese, turca, ma anche tedesca e italiana non ci fa favori; in secondo luogo – e forse soprattutto – perché in Algeria sia l&#8217;economia che il commercio sono guidati soprattutto da considerazioni politiche. I francesi troppo spesso pensano di essere i &#8220;fornitori naturali&#8221; degli algerini, ma questi argomenti difficilmente pesano contro le considerazioni primordialmente politiche da parte algerina. Se tutto, la vicinanza geografica ma anche culturale e la lingua comune dovrebbero dare notevoli vantaggi alle nostre aziende, le scelte commerciali algerine sono dettate soprattutto da questo approccio. Come spiegare altrimenti la totale assenza di imprese edili francesi, settore in cui le nostre imprese tengono testa nel resto del mondo? Come spiegare, più recentemente, l&#8217;acquisizione dell&#8217;aeroporto di Algeri da parte di AdP? La fine del contratto di gestione della metropolitana di Algeri da parte della RATP? L&#8217;abbandono, dopo due decenni, dell&#8217;appalto per la gestione dell&#8217;approvvigionamento idrico ad Algeri da parte del gruppo Suez? Più recentemente la cancellazione di un contratto Total?<br>Certo, come sa fare, la Francia sta organizzando, in vista dell&#8217;ipotetica visita del Presidente Tebboune, seminari, fiere e gruppi di lavoro. Ma a cosa porteranno queste riflessioni e questi contatti, che il nostro sistema amministrativo gestisce meravigliosamente, quando la decisione è e rimarrà principalmente politica ad Algeri? L&#8217;ex primo ministro Jean-Pierre Raffarin, come fece dieci anni fa, è chiamato in soccorso per cercare di vederci chiaro e per preparare le delicate pratiche economiche con un interlocutore algerino designato, l&#8217;ex ministro Cherif Rahmani. Ma l&#8217;ex presidente del Consiglio troverà gli stessi fascicoli di dieci anni fa (Renault e Peugeot a Orano, Danone, Bel e le fatture non pagate algerine), fascicoli poco cambiati dagli anni 2000. Il mucchio, Algeri potrà dare il illusione a Parigi che le sue aziende siano coccolate e trattate bene. Poco più…<br>Vendita di armi<br>Alcuni osservatori della visita a Parigi di inizio anno del generale Saïd Chengriha, Capo di Stato Maggiore dell&#8217;esercito algerino e, con i suoi coetanei, vero e proprio &#8220;Protettore&#8221; del Paese un po&#8217; come Cromwell, cominciano a sognare favolosi contratti militari, anche le vendite di Rafales, in un momento in cui Algeri non può contare troppo, contro il Marocco, sul suo tradizionale alleato russo, mobilitato dalla guerra contro kyiv. Recandosi a Mosca, il presidente Tebboune cerca di rafforzare questo legame indissolubile con la Russia, ma la guerra in Ucraina limita per un po&#8217; la possibilità di Mosca di equipaggiare l&#8217;esercito algerino e lo costringe a rivolgersi ad altri fornitori. In ogni caso, un tale processo richiederà tempo. E non bisogna sognare troppo: l&#8217;esercito algerino, erede del glorioso &#8220;Esercito di Liberazione Nazionale&#8221;, sarà sempre riluttante, per ragioni politiche e ideologiche, a dotarsi di mezzi francesi. La Russia fornisce l&#8217;esercito e l&#8217;aeronautica, la Germania la marina, l&#8217;Italia l&#8217;aviazione leggera dell&#8217;esercito (ALAT) principalmente in elicotteri. Per la Francia, non ci saranno mai più di poche briciole, come radar, apparecchiature a infrarossi, ecc. Esci, quindi, dalla spiegazione militare.</p>



<p><strong>Sicurezza nel Sahel</strong><br>In un momento in cui la Francia, costretta e contestata, sta ponendo fine all&#8217;operazione Barkhane in Mali e riducendo drasticamente la sua presenza militare nella regione, alcuni esperti parlano della ricerca di un accordo da parte di Parigi con Algeri. Va ricordato, tuttavia, che l&#8217;Algeria non ha visto di buon occhio la presenza dell&#8217;esercito dell&#8217;ex colonizzatore al suo confine meridionale dal 2013 e che la cooperazione tra i due eserciti è stata in definitiva piuttosto limitata: le autorizzazioni al sorvolo del territorio algerino concesse all&#8217;aviazione francese da Bouteflika e fornitura di acqua e benzina a Barkhane ma nessuna collaborazione operativa o scambio di informazioni dal 2013. Eppure è questo che interessa Parigi nella lotta condotta nel Sahel contro i jihadisti. I recenti scambi tra i due direttori dei servizi segreti, la presenza ad Algeri di Bernard Emié, anche lui ex ambasciatore ad Algeri, accanto al presidente Macron nell&#8217;agosto 2022, come la visita del generale Saïd Chengriha a gennaio a Parigi, potrebbero accreditare l&#8217;idea che La Francia otterrebbe finalmente da Algeri un&#8217;effettiva e concreta collaborazione nel campo dell&#8217;intelligence. Possiamo sperarlo, perché l&#8217;esperienza e la competenza dell&#8217;Algeria nel Sahel, in particolare in Mali, possono essere preziose. Ma anche qui, non sopravvalutiamo la capacità e soprattutto la sincerità di eventuali impegni nei confronti di Parigi.<br>La questione migratoria, infine, potrebbe spiegare l&#8217;entusiasmo di Parigi nei confronti di Algeri. Questo file merita una spiegazione in sé.</p>



<p><strong>La scommessa sulla questione migratoria:<br>una puntata massima per vincite incerte</strong><br>Con la “questione memoria”, la questione migratoria è al centro del rapporto tra le due capitali. Per Parigi è fonte di preoccupazione, frustrazione e problemi. Riguarda tanto la diplomazia quanto la politica interna. È trattato tanto dal Quai d&#8217;Orsay, ansioso di non mettere fretta a un partner complicato e suscettibile, quanto da Place Beauvau, legato soprattutto alla sicurezza e all&#8217;ordine pubblico. Per Algeri, costituisce sia una garanzia (che l&#8217;Algeria sarà trattata meglio del Marocco) sia una “valvola” per una popolazione che (ancora) guarda spesso a Parigi per motivi familiari, accademici o medici. È anche il modo per tenere lontana una gioventù turbolenta dall&#8217;altra sponda del Mediterraneo. È quindi imperativo trovare un terreno comune in un&#8217;area in cui gli interessi sono contraddittori e talvolta inconciliabili.<br>Ma la spiegazione migratoria è anche un&#8217;arma a doppio taglio, perché la Francia su questo tema non è, o non vuole essere, in una posizione di forza. A prima vista, si potrebbe pensare che Parigi abbia molteplici possibilità, di fronte a un&#8217;Algeria che chiede sempre più visti e trattamenti privilegiati. La realtà è diversa, perché finora siamo vincolati dagli accordi franco-algerini conclusi nel dicembre 1968, che danno agli algerini vantaggi di cui nessun altro paese gode.<br>L&#8217;accordo del 27 dicembre 1968 ei vantaggi per gli algerini<br>L&#8217;accordo franco-algerino del 27 dicembre 1968 &#8220;relativo al movimento, al lavoro e al soggiorno dei cittadini algerini e delle loro famiglie&#8221; costituisce una deroga al diritto comune fissato dal codice di ingresso e soggiorno.Stranieri e diritto di asilo (CESEDA) . L&#8217;Accordo del 27 dicembre 1968, emendato tre volte da allora, presenta due caratteristiche peculiari:<br>• Da un lato, anche se alcune delle sue peculiarità sono state successivamente abolite o allineate al diritto comune, offre vantaggi a beneficio degli algerini, vantaggi che rendono la specificità della situazione di questi ultimi in termini di migrazione rispetto alle disposizioni di diritto comune . Così, questo regime speciale prevede, ad esempio, agevolazioni di ammissione al soggiorno, ricongiungimenti familiari allargati e apertura ai semplici titolari di visto turistico. L&#8217;iscrizione al registro di commercio o alla camera di commercio consente il rilascio di un permesso di soggiorno permanente, senza che venga valutata la fattibilità economica del progetto. L&#8217;accordo del 1968 è anche l&#8217;unico testo francese che prevede il rinnovo automatico del permesso di soggiorno rilasciato allo straniero, senza possibilità di revoca se non su decisione del giudice in caso di frode. Il disturbo dell&#8217;ordine pubblico non è loro opponibile. Agli algerini non vengono imposte le condizioni per l&#8217;integrazione, la conoscenza della lingua francese e il rispetto dei valori della Repubblica.<br>• D&#8217;altra parte, data la superiorità, nell&#8217;ordinamento giuridico francese, di trattati o accordi regolarmente ratificati, gli algerini costituiscono un &#8220;punto cieco&#8221; nella legislazione francese sull&#8217;immigrazione, poiché non sono interessati da questa. Paris dipende dalla buona volontà, dall&#8217;umore, dall&#8217;astuzia o dalla malafede del suo partner. Per questo la spiegazione migratoria è reale, importante, ma anche a doppio taglio: la Francia è portata a negoziare passo dopo passo con l&#8217;Algeria, per ottenere alcune concessioni, ma in cambio a lasciar perdere su altri punti, per esaurire finalmente in tempi lunghi e discussioni spesso poco utili, ma che hanno il merito di occupare funzionari delle due sponde del Mediterraneo.<br>L&#8217;unica vera soluzione, come sappiamo a Parigi, consisterebbe nel rivedere l&#8217;intero sistema migratorio con Algeri, anche a costo di denunciare l&#8217;accordo franco-algerino del 1968 per portare gli algerini nella common law, così come tanti altri paesi. A Parigi, invece, è escluso il ricorso a quella che ad Algeri verrebbe percepita come &#8220;l&#8217;arma atomica&#8221;. Ad Algeri, naturalmente, temiamo l&#8217;uso da parte della Francia di quest&#8217;ultima arma, sottolineiamo il carattere particolare e straordinario del rapporto storico tra i due paesi ei due popoli; sappiamo che nel 2023 l&#8217;accordo del 1968 non è più rilevante in un contesto economico e sociale francese che non ha più nulla a che fare con quello che era durante il boom del dopoguerra; ci stupiamo, inoltre, che i leader politici francesi, sia di destra che di sinistra, non abbiano pensato prima di ricorrere a questa denuncia e a questa rinegoziazione e temiamo che prima o poi leader politici meno timorosi penseranno di denunciare puramente e semplicemente, senza particolari remore, l&#8217;accordo del 27 dicembre 1968.</p>



<p><strong>Poche possibilità di accordo sostanziale</strong><br>In questo contesto, si capisce che se il Presidente della Repubblica vuole vincere la sua scommessa algerina, o almeno darne l&#8217;impressione, deve trovare una martingala che permetta a tutti di affermare di aver ottenuto ciò che voleva. : per Algeri, l&#8217;assicurazione che l&#8217;accordo del 1968 sarà mantenuto; per Parigi, la certezza che Algeri farà concessioni – almeno ottiche, ma se possibile coerenti – sui lasciapassare consolari e la ripresa dei clandestini. In questo senso, è un&#8217;idea curiosa considerare una visita del presidente algerino in un momento in cui l&#8217;agenda dell&#8217;esecutivo prevede l&#8217;esame di una legge sull&#8217;immigrazione. O, al contrario, non è un&#8217;idea curiosa rimettere sul tavolo questo disegno di legge quando il presidente algerino dovrebbe venire a Parigi? Come potrebbero i francesi non fare il collegamento tra i due fascicoli, il controllo e il controllo dell&#8217;immigrazione e la visita del presidente di un paese che alimenta, come altri, ma in un quadro giuridico chiaro, l&#8217;immigrazione irregolare?<br>Su questa questione ci sarà quindi senza dubbio una partita a biliardo a più tavoli tra Parigi e Algeri: da una parte il presidente Tebboune che dovrà dimostrare al suo ritorno ad Algeri di aver ottenuto dal suo interlocutore l&#8217;assicurazione del mantenimento dell&#8217;accordo del 1968, così favorevole agli algerini (e si può anche immaginare che l&#8217;accordo in questione sarà integrato da alcuni miglioramenti). Dall&#8217;altra un presidente francese consapevole della delicatezza della questione migratoria ma che respinge l&#8217;idea di una possibile denuncia dell&#8217;accordo del 1968 e che dovrà ricordare al suo omologo le pressioni politiche esercitate sul suo governo. RN a LR tramite il suo ex Presidente del Consiglio (1), ovviamente sostenuto da un&#8217;opinione pubblica sempre più nervosa in materia. Il Capo dello Stato non potrà quindi che assicurare al suo interlocutore che, presiedendo, l&#8217;accordo del 1968 sarà preservato. In un certo senso, “tienimi indietro o faccio un pasticcio”.</p>



<p><strong>Errori e rischi<br>della scommessa algerina</strong><br>La scommessa algerina del presidente francese non alberga solo le illusioni che abbiamo appena passato in rassegna. Né tiene conto di quella che si dovrebbe chiamare la “ruvidezza” o semplicemente la repressione nella politica interna algerina e le conseguenze geostrategiche di questa scelta.<br><strong>Silenzio francese di fronte alla politica interna algerina</strong><br>Per mesi, infatti, dalla presa di potere da parte dell&#8217;esercito in concomitanza con l&#8217;elezione di Abdelmadjid Tebboune nel dicembre 2019, la Francia ha chiuso un occhio sugli attacchi alle libertà civili, ai diritti umani e alla libertà di stampa in Algeria. Dove intervengono, almeno attraverso comunicati stampa, le ambasciate americana e britannica, la Francia tace. Da tre anni l&#8217;esercito algerino, che aveva vacillato ai tempi di Hirak, fa di tutto per eliminare spazi di protesta o di libertà al punto che molti algerini rimpiangono l&#8217;era Bouteflika. Per comodità o per opportunismo, ma soprattutto per cecità, Parigi chiude gli occhi sulla realtà algerina. Quando la giornalista Ihsane el Kadi fu arrestata, processata e incarcerata, le capitali straniere protestarono, tranne la Francia, che rimase in silenzio – finché, come ultima risorsa, la Francia si unì ai parlamentari europei che condannarono gli ostacoli alla libertà di stampa in Algeria lo scorso maggio. Allo stesso tempo, il grande industriale algerino (e primo imprenditore nel continente africano) Isaad Rebrab, già incarcerato per dieci mesi nel 2020 per aver partecipato alle marce di Hirak e aver sostenuto un candidato presidenziale, poi rilasciato ma impedito di lasciare il territorio algerino , è stato nuovamente arrestato, posto sotto controllo giudiziario e vietato l&#8217;accesso ai suoi uffici e alle sue fabbriche. Immaginate, in Francia, Bernard Arnault arrestato per essersi schierato con un candidato diverso dal presidente uscente! Contemporaneamente, il generale Ali Ghediri, candidato alla presidenza contro Abdelmadjid Tebboune nel 2019, è stato condannato a sei anni di carcere per &#8220;danneggiamento morale dell&#8217;esercito&#8221;. Arrestato anche l&#8217;avversario Karim Tabbou.<br>Il duplice carattere brutale e preventivo di queste misure deve essere sottolineato perché dimostra la determinazione di un potere che non si fermerà davanti a nulla per mantenersi. E chi conta sul silenzio di Parigi… mentre Isaad Rebrab è stato ricevuto tre anni fa al vertice di Choose France. Perché, ad Algeri, sappiamo che la Francia scommette sull&#8217;Algeria e su quella di Abdelmadjid Tebboune, che sosterremo in caso di un secondo mandato. Lungi dall&#8217;essere limitato a un semplice atteggiamento morale, questo esame della situazione interna algerina è importante perché ha due conseguenze dirette per noi: da un lato, perché molti algerini, stanchi, sospettati o semplicemente preoccupati per la disgregazione del Paese, scelgono di fuggire dall&#8217;Algeria; dall&#8217;altro perché questa deliberata scelta a favore di Algeri ci porta ogni giorno un po&#8217; più lontano da Rabat.</p>



<p><br><strong>La preoccupazione degli algerini e l&#8217;aumento del rischio migratorio</strong><br>Di fronte a una situazione del genere, preoccupati per se stessi o per i propri figli, molti algerini pensano ad una sola cosa, partire e fuggire. Ma andare dove, se non in Francia dove quasi tutti gli algerini hanno famiglia? Sono innumerevoli oggi le persone che chiedono il visto al solo scopo di fare un viaggio di sola andata, vale a dire rimanere in Francia in un modo o nell&#8217;altro con la speranza di essere regolarizzati un giorno. Le disastrose scelte strategiche industriali del 1962, la crisi economica, la corruzione nata dalla rendita petrolifera, lo scoraggiamento non solo delle élite delle grandi città del nord ma anche della gente delle campagne e dell&#8217;Algeria profonda fanno sì che di questo passo &#8211; lì, molte persone cercheranno di andarsene. È qui che troviamo il legame con l&#8217;accordo franco-algerino del 1968, poiché facilita l&#8217;insediamento di tutti in Francia. Chiudere un occhio sulla situazione interna del Paese equivale meccanicamente a favorire alla fine la fuga in Francia, ultima soluzione di ripiego.</p>



<p><br><strong>Il rapporto danneggiato tra Francia e Marocco</strong><br>Questa deliberata scelta a favore di Algeri ha un&#8217;altra nefasta conseguenza: ha contribuito a imbrogliare la Francia con il Marocco, mentre fino ad ora era riuscita a mantenere un equilibrio tra le due capitali del Maghreb. Lo scorso febbraio, una “fonte ufficiale interna al governo marocchino” ha affermato che i rapporti non erano “né amichevoli né buoni, non più tra i due governi che tra il Palazzo Reale e l&#8217;Eliseo” (1). Tuttavia, per ragioni identiche a quelle che richiedono un rapporto normale o almeno pacifico con Algeri, la Francia ha bisogno di un rapporto pacifico con il Marocco. Credere che la scommessa algerina ci esoneri da rapporti amichevoli e sostanziali con Rabat è un errore: i dossier (politici, di sicurezza, economici, migratori) su cui la Francia deve lavorare con il Marocco non mancano. Oggi la scelta esclusiva <strong>A favore di Algeri ce ne ha allontanato.</strong><br>Con la sua scelta a favore di Algeri, il presidente Macron sta in qualche modo facendo &#8220;girare&#8221; il Marocco verso altri alleati o partner: alleati occidentali come Spagna, Stati Uniti, Israele &#8211; compresa l&#8217;alleanza di questi ultimi con il regno cherifiano è amplificata dalla Accordi di Abramo nel 2020 (2) – ma anche la Cina. La politica francese, anche ai tempi di François Mitterrand e François Hollande e ovviamente sotto le presidenze Chirac e Sarkozy, è stata fatta di un equilibrio sottile tra Algeri e Rabat, con inflessioni filo-marocchine o filo-algerine a seconda del periodo. Ma il contesto geopolitico è cambiato: sul mondo si sono alzati forti venti, le tensioni internazionali crescono ovunque, le potenze antioccidentali si stanno organizzando, il multipolarismo, tanto decantato da alcuni, significa vero disordine e frammentazione del mondo, in un contesto di scontro blocchi. Sarebbe un&#8217;illusione pensare di poter sfuggire a questa logica molto reale. Dovremo chiederci chi sono i nostri alleati, chi sono i nostri amici. In questa fase ci siamo allontanati dal Marocco e non stiamo raccogliendo nulla, o molto poco, dalla nostra scommessa algerina.<br>Il paese più stabile della regione, che dimostra dinamismo economico e strategia che offre opportunità che non possono essere trascurate, aspirando al riconoscimento del suo status di potenza regionale, non possiamo permettere che le nostre relazioni con il Marocco si deteriorino ulteriormente. Certo, alcune questioni sono delicate o spinose, come la questione migratoria o quella del Sahara occidentale, ma gettare un modesto velo non può essere una soluzione. La Francia deve prendere l&#8217;iniziativa. Forse non solo e pensando a un nuovo schema. Nicolas Sarkozy aveva progettato l&#8217;Unione per il Mediterraneo nel 2008 ma il suo formato (troppo) vasto ne limitava l&#8217;efficacia. Una poco conosciuta iniziativa regionale, il “5+5”, permette di confrontarsi su temi che vanno dall&#8217;economia alla sicurezza (2). Ma il crollo della Libia, la presenza della Mauritania e di Malta in questo foro contribuiscono a renderlo poco operativo. La Francia potrebbe immaginare una formula inedita, anche se difficile: accordandosi con Spagna e Italia, che affrontano gli stessi problemi della Francia (crisi migratoria, sicurezza, approvvigionamento energetico, Sahel, questioni economiche) e avendo di fronte i tre Paesi del Maghreb (Algeria, Marocco, Tunisia), potremmo provare a scaldare i rapporti con Rabat, aiutare il dialogo tra Madrid e Algeri (che oggi hanno congelato i loro rapporti) e, chissà, facilitare il dialogo tra Marocco e Algeria. L&#8217;idea di un &#8220;3+3&#8221;, diplomaticamente complessa, politicamente rischiosa, merita quantomeno uno studio approfondito.</p>



<p><br><strong>Una riconciliazione fuorviante</strong><br>La scommessa francese a favore di Algeri ci porterà, come abbiamo visto, solo pochi vantaggi sui temi chiave: nulla sul rapporto militare, probabilmente poche cose (o sempre le stesse) su quello economico o commerciale, difficoltà prevedibili con per quanto riguarda l&#8217;immigrazione, poco sul Sahel. A questo dobbiamo aggiungere i gesti commemorativi compiuti finora, gesti giustificati, e che senza dubbio continueremo a compiere.<br>Ma tutto questo soddisferà Algeri? Basteranno queste concessioni per porre fine al discorso antifrancese? Almeno, come ricompensa per la nostra scommessa, avremo convinto l&#8217;Algeria ad adottare nei nostri confronti, al di là delle parole, un atteggiamento se non amichevole, almeno neutrale o equilibrato sui temi che ci interessano, a cominciare dall&#8217;immigrazione? Niente è di meno su. Perché la forza del “sistema” algerino sta nella sua centralizzazione e nella sua unità da un lato, nella sua perfetta conoscenza della Francia e nella mentalità dei suoi dirigenti dall&#8217;altro. Non è da poco la decisione del presidente algerino, il 13 giugno, di reintrodurre nell&#8217;inno nazionale algerino Kassaman il verso che cita la Francia come nemica. Gli algerini, come abbiamo scritto altrove, ci conoscono meglio di quanto noi conosciamo loro. È la loro forza. I loro diciotto consolati oggi, venti domani e la loro comunità stabilita in Francia costituiscono altrettanti punti di appoggio. La nostra scommessa algerina avrà forse il vantaggio di darci, almeno per un po&#8217;, una parvenza di serenità nel rapporto con Algeri, ma è molto probabile che prima o poi si scateni una nuova crisi e che dovremo porre lavorare sul dossier algerino, tanto fondamentale è una legge in questo rapporto: l&#8217;Algeria conosce solo i rapporti di forza. L&#8217;amicizia è una cosa, la difesa degli interessi nazionali è un&#8217;altra.<br>Tuttavia, va ripetuto, questa scelta a favore di Algeri, che implica il sostegno all&#8217;esercito e alla politica che persegue, avrà una conseguenza per la Francia: molti algerini, vittime o semplici spettatori dell&#8217;inasprimento della politica attuale, cercheranno di fuggire loro paese e verranno prima o poi, legalmente o illegalmente, a cercare rifugio in Francia. Un ex primo ministro algerino – ora in carcere – disse una volta a Pierre Gattaz, allora presidente del MEDEF, questa frase su cui dovrebbe riflettere ogni leader politico: “Se l&#8217;Algeria va male, è la Francia che va male”.</p>



<p><strong>Conclusione :<br>scommettere sulla trappola algerina?</strong><br>Alla fine di questa carrellata sulle illusioni della scommessa algerina di Emmanuel Macron, sui suoi errori politici e sui suoi rischi strategici, possiamo riconoscere che non abbiamo ancora penetrato il suo mistero. Perché il Presidente della Repubblica si ostina su un percorso che, all&#8217;apparenza, è un vicolo cieco? La spiegazione può in ultima analisi essere ricercata nella politica interna di ciascuno dei due paesi.<br>La scommessa fatta dal Presidente della Repubblica a favore dell&#8217;Algeria &#8211; anche a costo di una crisi con il Marocco &#8211; potrebbe avere la seguente motivazione: realizzare la riconciliazione di Francia e Algeria, riuscire dove i suoi predecessori hanno fallito. Firmare un trattato di amicizia con Algeri come aveva fatto de Gaulle con la Germania equivarrebbe a riuscire dove né il generale de Gaulle, né François Mitterrand, né Jacques Chirac erano riusciti. Un tale successo diplomatico verrebbe presentato come una vittoria storica, una vittoria della Francia sulla sua storia, un passo capitale: sessantadue anni dopo la fine della colonizzazione in Nord Africa, la Francia riuscirebbe finalmente a voltare la dolorosa pagina della sua presenza la sponda meridionale del Mediterraneo.<br>Da parte algerina, si può ipotizzare che Abdelmajdid Tebboune, sostenuto dall&#8217;esercito nel 2019, avrebbe bisogno anche di un successo politico così spettacolare e clamoroso, che gli garantirebbe l&#8217;appoggio dell&#8217;esercito algerino alla vigilia di una possibile rielezione per un secondo mandato nel 2024. Unico sopravvissuto all&#8217;era Bouteflika, sa di aver bisogno di un impegno deciso da parte dell&#8217;ANP per dargli la necessaria legittimità.<br>Per ragioni diverse, i due capi di Stato hanno interesse a gesti diplomatici significativi e quindi a questo famoso viaggio rinviato tre volte: Emmanuel Macron per entrare nella storia delle relazioni franco-algerine, per riuscire dove i suoi predecessori hanno fallito; Abdelmajdid Tebboune per dimostrare all&#8217;esercito algerino, senza il quale non può essere rieletto, di essere l&#8217;uomo adatto e di aver ottenuto dall&#8217;ex colonizzatore ciò che né Ben Bella né Boumediene, né Bouteflika avevano ottenuto.<br>Ma c&#8217;è una falla in questo ragionamento: scommettere oggi sull&#8217;Algeria è scommettere su Abdelmajdid Tebboune. Stiamo implicitamente scommettendo che l&#8217;Algeria è il presidente Tebboune, che è il leader dell&#8217;Algeria oggi e che lo sarà domani. Ma cosa accadrebbe se domani l&#8217;esercito decidesse di &#8220;cambiare cavallo&#8221; e di non sostenere più il candidato di Parigi? La Francia avrebbe &#8220;messo tutte le uova nello stesso paniere&#8221; e avrebbe perso i vantaggi che credeva di aver ottenuto. Tutto dovrebbe ricominciare, il lavoro dovrebbe essere rimesso al lavoro, la scommessa si trasformerebbe in una trappola: la Francia perderebbe l&#8217;amicizia marocchina, perderebbe anche dalla parte di Algeri.<br>Eppure, il presidente della Repubblica non ha detto nell&#8217;ottobre 2021 che se andava d&#8217;accordo con il suo omologo Tebboune, il problema era &#8220;il sistema politico-militare&#8221; che lo circonda? La lucidità, la chiaroveggenza e il senso tattico che si possono attribuire al Capo dello Stato dovrebbero indurlo a essere più realisti, poiché la vita internazionale non si limita al calore dei rapporti personali.</p>
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		<title>Marocco-USA: Firma di un accordo di gemellaggio tra Laâyoune e HollywoodFlorida</title>
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		<pubDate>Thu, 11 May 2023 17:33:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mercoledì a Laayoune è stato firmato un accordo di gemellaggio tra Laayoune e la città di Hollywood nello Stato della Florida (Stati Uniti), con l&#8217;obiettivo di rafforzare i rapporti bilaterali&#8230; ]]></description>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/05/post11.jpeg"><img  alt="" class="wp-image-277 lws-optimize-lazyload"/ data-src="https://ultimanotizie.com/wp-content/uploads/2023/05/post11-1024x614.jpeg"></a></figure>



<p>Mercoledì a Laayoune è stato firmato un accordo di gemellaggio tra Laayoune e la città di Hollywood nello Stato della Florida (Stati Uniti), con l&#8217;obiettivo di rafforzare i rapporti bilaterali di cooperazione in campo economico, culturale, educativo e turistico. Nell&#8217;ambito della cooperazione decentrata tra Marocco e Stati Uniti, questo accordo è stato siglato dal Presidente del Consiglio Comunale, Moulay Hamdi Ould Errachid e dal Sindaco della città di Hollywood in Florida, Josh Levy, presso la sede del comune di Laayoune, alla presenza del wali della regione di Laayoune Sakia El Hamra, governatore della provincia di Laayoune, Abdeslam Bekrate e dei funzionari eletti delle due città.</p>



<p>Secondo le due parti, questo accordo apre prospettive promettenti per il consolidamento di legami di partenariato nei vari settori tra cui il turismo, l&#8217;ambiente, la cultura, le arti, la ricerca accademica e lo sviluppo sostenibile, oltre alla condivisione di competenze e al rafforzamento delle cooperazione. Questo accordo fornirà alla capitale del Sahara marocchino un&#8217;influenza internazionale e prospettive di partenariato che possono contribuire positivamente al suo sviluppo socio-economico. &#8220;Questo accordo segna l&#8217;inizio di un rapporto più stretto tra le due città in campo economico e culturale&#8221;, ha sottolineato Levy al termine della cerimonia della firma di questo accordo di gemellaggio.</p>



<p>Allo stesso modo, si è detto &#8220;molto colpito&#8221; dalla qualità degli investimenti e delle infrastrutture educative, sportive, socio-economiche e sanitarie a Laayoune, elogiando gli sforzi compiuti dal Consiglio regionale e dal Consiglio municipale di Laayoune nell&#8217;attuazione dei progetti. Anche il sindaco della città di Hollywood in Florida ha espresso la volontà di consolidare ulteriormente i rapporti bilaterali, attraverso lo scambio di visite delle delegazioni delle due città. I settori prioritari a Laayoune e in Florida sono simili e complementari, ha osservato, citando in particolare i settori dell&#8217;aviazione, dell&#8217;agricoltura e dell&#8217;istruzione. In questo senso, ha chiesto una stretta collaborazione tra le società di Hollywood e Laayoune, al fine di beneficiare delle opportunità di investimento. in entrambe le città. Da parte sua, Ould Errachid ha sottolineato che questo accordo, che segue la decisione di Washintgon di riconoscere la sovranità del Marocco sul suo Sahara, mira ad approfondire la cooperazione bilaterale in vari campi.</p>



<p>Ha anche espresso il desiderio di stabilire relazioni reciprocamente vantaggiose in tutte le aree di interesse comune con la città americana. In questa occasione è stato proiettato un filmato istituzionale che mette in luce potenzialità e pregi delle due città. Allo stesso modo, i membri della delegazione hanno seguito una presentazione sul programma di sviluppo del comune di Laâyoune riguardante i vari progetti di sviluppo nell&#8217;ambito del nuovo modello di sviluppo per le province meridionali varato da Sua Maestà il Re Mohammed VI nel 2015. Si segnala che la delegazione americana ha visitato il Centro Regionale degli Investimenti, dove ha seguito le presentazioni sulle potenzialità socio-economiche, i vari progetti realizzati e in corso e le opportunità di investimento offerte dal territorio.</p>



<p>Durante la loro permanenza a Laayoune, i funzionari eletti americani hanno effettuato visite sul campo a diversi progetti completati o in corso, dove hanno toccato con mano gli sforzi compiuti per garantire uno sviluppo globale e integrato della regione. Hanno così visitato il circolo femminile comunale, la piscina olimpionica e il villaggio sportivo, nonché i progetti relativi alla costruzione della Facoltà di Medicina, della Città dei Mestieri e del Polo Ospedaliero Universitario, oltre a l&#8217;Istituto di ricerca africano per l&#8217;agricoltura sostenibile e il porto dei fosfati a Foum El Oued.</p>
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