Comunicato del Gabinetto Reale

Rabat – Ecco un comunicato del Gabinetto Reale:

“Sua Maestà il Re Mohammed VI, che Dio lo assista, ha inviato due messaggi al Servo dei due Luoghi Santi dell’Islam, il Re Salman Ben Abdelaziz Al-Saoud, Sovrano del Regno dell’Arabia Saudita, e a SAR il Principe Mohammed Ben Salman Ben Abdelaziz Al-Saoud, Principe Ereditario del Regno dell’Arabia Saudita, Presidente del Consiglio dei ministri, a seguito delle ripetute aggressioni perpetrate dalle milizie terroristiche Houthi.
In questi messaggi, SM il Re afferma che “Fedele ai legami della religione e della storia e alla comunità del destino, così come ai legami di solida fratellanza che uniscono noi personalmente, così come le nostre due Famiglie e i nostri due popoli fratelli, Mi rivolgo a Voi in questa delicata circostanza che attraversa il vostro caro paese, la cui responsabilità storica, i valori religiosi e le considerazioni strategiche richiedono che siamo tutti uniti per difendere il diritto, la sovranità, la sicurezza e le sacralità della nazione”.
Il Sovrano ha espresso la sua grande preoccupazione e preoccupazione per le ripetute aggressioni ignobili perpetrate dalle milizie terroristiche Houthi contro il Regno fratello dell’Arabia Saudita, e che hanno preso di mira strutture civili ed economiche, nonché infrastrutture vitali, oltre alle città e alle aree residenziali, riaffermando che ciò che amplifica i sentimenti di condanna è il fatto che questi attacchi hanno superato il targeting delle strutture e dei civili, per arrivare fino a tentativi disperati abietti e odiosi che mirano ai luoghi più sacri della Terra e i più sacri nel cuore di tutti Musulmano: la Mecca e Medina.
Questi attacchi ignobili e questi tentativi disperati volti a ledere la sicurezza, la stabilità e il benessere del valoroso popolo saudita, non costituiscono solo un’aggressione contro il Regno fratello dell’Arabia Saudita, il suo popolo generoso e i suoi residenti, ma costituiscono anche un’aggressione palese contro i sentimenti di oltre un miliardo e ottocento milioni di musulmani in tutto il mondo, ha affermato il Sovrano, aggiungendo che si tratta anche di una palese violazione dei valori e dei principi della Santa religione islamica che sostiene la pace, la tolleranza e la sacra del sangue, di L’onore e le sacralità.
Sua Maestà il Re esprime, a suo nome e in quello di tutto il popolo marocchino, al Sovrano e al Principe ereditario del Regno dell’Arabia Saudita, “La nostra condanna di questi atti criminali, di cui le milizie terroristiche Houthi e coloro che li sostengono, li finanziano e li armano hanno la piena responsabilità, perché li consideriamo tutti responsabili davanti a Dio, la storia e il diritto internazionale, e passibili delle sanzioni internazionali che ne devono derivarne”.
Il Sovrano sottolinea che “la sicurezza e la stabilità del Regno dell’Arabia Saudita, così come la sicurezza del resto dei paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo, è inseparabile dalla sicurezza del Regno del Marocco, e qualsiasi aggressione contro l’Arabia Saudita è un’aggressione contro il Marocco, perché Consideriamo il sostegno ai Nostri fratelli del Regno dell’Arabia Saudita e dei paesi arabi fratelli del Golfo come un sostegno al diritto e alla legittimità, e la difesa dei loro interessi superiori come una difesa dei nostri interessi strategici comuni”.
Sua Maestà il Re afferma anche che il Marocco è ancora al fianco del Regno dell’Arabia Saudita di fronte ai pericoli che deve affrontare a seguito delle milizie terroristiche e separatiste e delle potenze regionali che le sostengono, che prendono di mira la sicurezza dei suoi vicini e del suo ambiente regionale con una visione breve e distruttiva volta ad affondare la sicurezza di tutta la regione, a ledere la stabilità di cui godono i suoi paesi e a minacciare le vie marittime vitali, che rivestono di fondamentale importanza sia per l’economia mondiale che per la sicurezza della Navigazione marittima internazionale.
Il Sovrano continua: “Condividendo con voi questa valutazione strategica, ribadiamo che il proseguimento di queste aggressioni costituisce una flagrante violazione del diritto internazionale e delle risoluzioni delle Nazioni Unite pertinenti, in particolare la risoluzione 2216 (2015) che richiede il ritiro delle milizie, la consegna delle armi e la cessazione delle violenze, e la risoluzione 2722 (2024), che chiede loro di cessare immediatamente gli attacchi contro la navigazione marittima. Allo stesso modo, il targeting di zone civili, infrastrutture economiche e luoghi sacri costituisce una flagrante violazione del diritto internazionale umanitario e delle convenzioni e degli usi internazionali, e non può rimanere impunito”.