
Rabat – Da Tangeri-Mediterraneo nel 2002 a Nador West Med, la cui entrata in funzione è imminente, a Tangeri Med 3, che rafforzerà le capacità del complesso portuale di Detroit, il Marocco sta perseguendo, sotto l’impulso di Sua Maestà il Re Mohammed VI, l’assistenza di Dio, l’impiego di una strategia marittima a lungo termine.
Dopo due decenni dai primi impulsi dati al progetto Tangeri-Mediterraneo, i principali progetti portuali del Regno perseguono la stessa ambizione: consolidare il posizionamento del Marocco nel commercio internazionale e fare delle infrastrutture una leva per lo sviluppo economico, la creazione di posti di lavoro e lo sviluppo regionale.
La sessione di lavoro presieduta dal Sovrano mercoledì al Palazzo Reale di Rabat, dedicata a Nador West Med e Tanger Med 3, ha messo in prospettiva questa dinamica, la cui portata va oltre la semplice estensione della capacità portuale. Essa pone al centro di questa strategia l’impatto economico e sociale dei grandi progetti, il loro contributo allo sviluppo delle province interessate e le opportunità che essi offrono alle popolazioni locali.
Tutto è iniziato il 29 agosto 2002. Nel presiedere una sessione di lavoro dedicata al progetto Tangeri-Mediterraneo, il re Mohammed VI fornisce le sue linee guida per la costruzione di un’infrastruttura per rafforzare l’integrazione del Regno nel commercio internazionale. Questo slancio segna un passo importante nella costruzione di una nuova ambizione marittima per il Marocco.
Il 26 aprile 2007 una nuova sessione di lavoro presieduta dal Sovrano ha aperto la strada allo sviluppo di capacità portuali supplementari sulla riva meridionale dello Stretto di Gibilterra. Il 2 luglio 2009, questa visione si è estesa all’Oriente, con le Royal High Instructions per la costruzione di Nador West Med, un complesso integrato che combina attività portuali, industriali ed energetiche.
Quasi diciassette anni dopo, il 28 gennaio 2026, una riunione presieduta da Sua Maestà il Re a Casablanca ha offerto l’opportunità di fare il punto sui progressi di questo progetto, che è ora prossimo alla sua entrata in funzione. Sta quindi emergendo una nuova fase nella traiettoria iniziata all’inizio degli anni 2000, con l’emergere di un polo portuale che aumenterebbe l’attrattiva economica dell’Oriente.
L’entità degli investimenti e le capacità previste sono una misura di questa trasformazione. Finora sono stati mobilitati circa 54 miliardi di dirham di investimenti pubblici e privati per Nador West Med. Il suo primo terminal container, che è già operativo, offrirà alla fine una capacità di 3,5 milioni di container. Un secondo terminale con una capacità di 1,8 milioni di container è previsto per aprile 2027.
Questa vocazione commerciale è completata da una dimensione energetica strategica. Gli impianti di stoccaggio di idrocarburi e il terminale per il gas naturale liquefatto, con una capacità di trattamento fino a 5 miliardi di metri cubi all’anno, dovrebbero contribuire a rafforzare la sicurezza energetica del Regno.
Come continuazione di questa dinamica, Tanger Med 3 rappresenta un investimento di 8 miliardi di dirham e dovrebbe portare una capacità aggiuntiva di 4,5 milioni di container all’anno. Alla fine, la capacità del complesso Tanger Med potrebbe raggiungere i 20 milioni di container, rafforzando le ambizioni del Marocco di essere tra i primi dieci porti del mondo.
Ma la portata di questi investimenti non si misura solo in base all’infrastruttura costruita, alla capacità utilizzata o ai volumi di merci trasformate. Si misura anche la loro capacità di trasformare in modo sostenibile le regioni, creare posti di lavoro, sviluppare competenze e generare nuove opportunità per le persone.
È proprio questa dimensione che il Re ha evidenziato durante la sessione di lavoro di mercoledì, sottolineando l’imperativo che i benefici economici e sociali di questi progetti vadano a beneficio di tutte le province interessate e portino a miglioramenti tangibili per le popolazioni locali”.
Il Sovrano ha inoltre chiesto a ” di accelerare l’attuazione di programmi di formazione adeguati alle esigenze delle attività emergenti per promuovere l’integrazione professionale dei giovani”.
In Nador West Med, le prospettive occupazionali illustrano questa ambizione. Secondo il direttore generale di Tangier Med, Idriss Aarabi, nel breve periodo dovrebbero essere creati circa 14.000 posti di lavoro diretti e 20.000 posti di lavoro indiretti.
In una dichiarazione al MAP, il funzionario ha sottolineato l’importanza di programmi di formazione in linea con le attività emergenti, che faciliterebbero l’integrazione professionale dei giovani e consentirebbero alle regioni interessate di sfruttare appieno le dinamiche economiche generate dal complesso.
Au-delà de leurs retombées économiques, Nador West Med et Tanger Med 3 participent d’une ambition plus large : donner au Maroc une nouvelle dimension maritime et consolider sa place dans l’espace méditerranéen.
Pour le directeur général de Nador West Med, Mohamed Jamal Benjelloun, ces deux projets s’inscrivent en droite ligne de la Vision éclairée de SM le Roi Mohammed VI, visant à conforter le positionnement du Royaume en tant que puissance maritime dans le pourtour méditerranéen.
De Tanger-Méditerranée à Nador West Med, en passant par l’extension de Tanger Med, une même ligne stratégique se dessine ainsi au fil des décennies. Les projets évoluent, les capacités s’accroissent et de nouveaux territoires s’insèrent dans les grandes chaînes d’échanges, mais le cap demeure : faire de l’ouverture maritime un vecteur d’intégration économique, de souveraineté stratégique et de développement territorial.
Plus qu’une succession de grands chantiers, c’est le continuum d’une Vision Royale qui se donne à voir : une Vision inscrite dans la durée, dont la cohérence relie les infrastructures aux ambitions économiques du Royaume et dont la portée se mesure, en définitive, aux opportunités créées et aux conditions de vie améliorées pour les citoyens.