L’emancipazione della donna in Marocco sotto il regno di Sua Maestà il Re Mohammed VI

Il Re Mohammed VI ha nominato, oggi 29 settembre, la signora Fatima Ezzahra El Mansouri Capo del Governo incaricandola di formare il nuovo Esecutivo. Si tratta di una nomina inedita: è la prima volta che una donna ricopre la carica di Capo del Governo in Marocco. Tale designazione si inserisce inoltre nel quadro della politica di emancipazione femminile attuata da Sua Maestà il Re Mohammed VI sin dalla sua ascesa al Trono. Tale emancipazione si è concretizzata in particolare nel 2004 con la riforma della Mudawana, nonché attraverso l’inserimento di donne in posizioni di alta responsabilità in ambito istituzionale e diplomatico.
Dall’ascesa al Trono di Sua Maestà il Re Mohammed VI nel 1999, la condizione della donna marocchina ha appunto registrato importanti evoluzioni sul piano giuridico, politico, economico e istituzionale.
Questa grande dinamica si è tradotta, in particolare, nella riforma della Moudawana ovvero il Codice di Famiglia nel 2004; nel rafforzamento della rappresentanza femminile nelle istituzioni e nel progressivo accesso delle donne a ruoli di responsabilità, anche all’interno dell’apparato diplomatico e dell’amministrazione territoriale.
La riforma della Moudawana
La riforma della Moudawana rappresenta una tappa maggiore, costituendo una delle pietre miliari dell’evoluzione dello status giuridico delle donne in Marocco.
Ha introdotto, in particolare, diverse modifiche:
Responsabilità familiare: riconoscimento della responsabilità congiunta dei coniugi nella gestione della famiglia. L’età legale per il matrimonio è stata fissata a 18 anni per entrambi i sessi.
La riforma ha inoltre rafforzato la normativa in materia di poligamia (regolamentazione più rigorosa, con condizioni specifiche e controllo giudiziario), di divorzio (ampliamento delle possibilità di scioglimento del matrimonio) e di tutela matrimoniale (possibilità per la donna maggiorenne di contrarre matrimonio autonomamente).
Questa riforma ha contribuito a consolidare i diritti delle donne all’interno della famiglia e a far evolvere il quadro giuridico delle relazioni coniugali.
La riflessione su una nuova riforma della Moudawana si inserisce nel solco di questa evoluzione, con questioni che riguardano in particolare l’uguaglianza, la protezione dell’infanzia e la sicurezza giuridica del diritto per le famiglie.
L’accesso delle donne alle alte cariche diplomatiche
La presenza delle donne nella diplomazia marocchina costituisce un ulteriore indicatore del loro progresso all’interno delle istituzioni statali.
Sotto il regno di Sua Maestà il Re Mohammed VI, diverse donne hanno assunto incarichi diplomatici di primo piano:
– Mounia Boucetta, nominata ambasciatrice e Segretaria generale del Ministero degli Affari Esteri nel 2020.
– Nabila Freidji, nominata ambasciatrice del Marocco in Norvegia nel 2020.
– Bouchra Kadiri Boudchich, nominata ambasciatrice a Panama nel 2020.
– Wissane Zailachi, nominata ambasciatrice in Australia nel 2020.
– Nezha Alaoui M’Hamdi, nominata ambasciatrice in Ruanda nel 2025.
Queste nomine illustrano l’accesso di donne marocchine a incarichi di rappresentanza internazionale e a ruoli di responsabilità direttiva all’interno dell’apparato diplomatico.
La presenza femminile nel Gabinetto Reale: l’esempio di Zoulikha Nasri.
La nomina di Zoulikha Nasri come Consigliera del Re rappresenta un simbolo significativo dell’accesso delle donne alle più alte sfere decisionali. È stata la prima donna ad aver ricoperto la carica di Consigliera Reale in Marocco.
Il suo percorso testimonia il riconoscimento della competenza femminile in ambiti strategici, in particolare quello economico-sociale. Illustra inoltre la possibilità, per una donna proveniente dagli alti ranghi dell’amministrazione, di accedere a una carica istituzionale ai vertici dello Stato.
L’accesso alle funzioni di Wali ovvero governatore territoriale e alle responsabilità territoriali
L’accesso delle donne alle funzioni di governance territoriale rappresenta un’altra sfida per la loro emancipazione istituzionale.
La carica di Wali, che comporta la rappresentanza dello Stato a livello regionale e il coordinamento dell’azione dei servizi decentrati, rimane un incarico di alta responsabilità.
Un’emancipazione istituzionale da inquadrare nella giusta prospettiva
L’evoluzione dello statuto femminile sotto il regno di Sua Maestà il Re Mohammed VI non si limita alla riforma del diritto di famiglia o all’accesso a incarichi prestigiosi. Va inoltre apprezzata sotto tre dimensioni complementari:
L’emancipazione giuridica, che mira a rafforzare i diritti delle donne nella famiglia e nella società.
L’emancipazione politica e istituzionale, che si traduce in una maggiore rappresentanza negli organi elettivi e nelle funzioni di responsabilità.
L’emancipazione economica e sociale, che dipende in particolare dall’accesso all’istruzione, al lavoro, alle risorse e all’autonomia finanziaria.
L’avanzamento delle donne verso responsabilità diplomatiche, amministrative e politiche rappresenta un’evoluzione istituzionale molto nota.
In definitiva, il regno di Sua Maestà il Re Mohammed VI è stato caratterizzato da un’evoluzione significativa del quadro giuridico e della rappresentanza delle donne nelle istituzioni marocchine.
La riforma della Moudawana, l’accesso a incarichi diplomatici di alto livello e la presenza femminile nelle sfere decisionali illustrano diverse sfaccettature di questa trasformazione.
Il suo approfondimento dipende ormai dall’effettiva attuazione dei diritti, dalla parità di opportunità e dall’ampliamento dell’accesso delle donne a ruoli di responsabilità su tutto il territorio nazionale.